Didattica inclusiva: gli strumenti per creare una scuola equa e responsabile

   

Nella scuola italiana si è da tempo aperto un lungo dibattito in merito alla didattica inclusiva, citata nelle ultime direttive e note ministeriali relative ai Bisogni Educativi Speciali (BES), nelle recenti indicazioni nazionali e nelle relative note di accompagnamento che la menzionano tra le tematiche trasversali.
La ricca documentazione ministeriale si intreccia con gli aspetti concettuali e pone una nuova e interessante ricerca su come raggiungere una didattica inclusiva, che riconosca e valorizzi le differenze di tutti in modo efficace ed efficiente.

Ma che cos’è esattamente una didattica inclusiva?

Una didattica inclusiva è equa e responsabile, fa capo a tutti i docenti e non soltanto agli insegnanti di sostegno, ed è rivolta a tutti gli alunni, non soltanto agli allievi diversamente abili.
Tutti gli insegnanti devono essere in grado di programmare e declinare la propria disciplina in modo inclusivo, adottando una didattica creativa, adattiva, flessibile e il più possibile vicina alla realtà. Questo comporta il superamento di ogni rigidità metodologica e l’apertura a una relazione dialogica/affettiva, che garantisca la comprensione del bisogno e l’attuazione di risposte funzionali.

Da un documento elaborato dalla European Agency for Development in Special Needs Education “Profilo dei docenti inclusivi”, 2012, vengono delineati quattro valori di riferimento che delineano il profilo del docente inclusivo:

  • valutare la diversità degli alunni: la differenza tra gli alunni è una risorsa e una ricchezza;

  • sostenere gli alunni: i docenti devono coltivare aspettative alte sul successo scolastico degli studenti;

  • lavorare con gli altri: la collaborazione e il lavoro di gruppo sono approcci essenziali per tutti i docenti;

  • garantire l'aggiornamento professionale continuo: l’insegnamento è una attività di apprendimento e i docenti hanno la responsabilità del proprio apprendimento permanente per tutto l’arco della vita.

La didattica inclusiva è la didattica di tutti, che si declina alla personalizzazione e all’individualizzazione attraverso metodologie attive, partecipative, costruttive e affettive.

Gli strumenti informatici per una didattica inclusiva – Alcune scuole in Italia stanno sperimentando nuovi metodi di apprendimento: gli alunni hanno in dotazione il tablet, e gli insegnanti utilizzano dei software studiati apposta per rendere l'esperienza scolastica più coinvolgente, attraverso quiz, video o altri contenuti che integrano il "solito" testo scritto.

Il sito Focus Junior riporta diversi strumenti didattici da utilizzare.

Per esempio con Star Logo si possono creare videogiochi o quiz educativi; Spark Video permette invece agli insegnanti di dare vita a una presentazione interessante con video, foto, e spiegazioni e con PowToon si realizzano semplici animazioni o piccoli video.

La lezione per tutti - Questo tipo di lezioni sono studiate per tutti gli studenti, perché oltre a creare coinvolgimento, anche emotivo, limita le difficoltà che ogni singolo individuo può incontrare. Per esempio chi ha difficoltà a leggere o a concentrarsi su un testo scritto imparerà meglio con un video esplicativo; chi è lento nell'eseguire i "soliti" compiti sarà più invogliato a risolvere un quiz o un videogioco educativo sulla lezione del giorno.

Esistono inoltre i software che aiutano gli studenti in difficoltà, come Vivo Next, che legge i testi scritti ed esistono anche font per i ragazzi dislessici (in Italia sono il 3% degli studenti).

Tutti possono imparare quando ad ogni difficoltà viene data una soluzione.

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